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Cinque in cinque minuti

Cinque analisi in cinque minuti: dividendi di Hong Kong, ESG multi-asset, Giornata mondiale dell’acqua, mercati emergenti, Cina
25 marzo 2022

    Cari lettori,

    il “Cinque analisi in cinque minuti” si prende una pausa per Pasqua e tornerà il 22 aprile. Desideriamo ringraziarvi per il vostro supporto, i feedback e i suggerimenti tematici. Non vediamo l’ora di ritrovarvi tra qualche settimana.

    Stuart, Seb, Travis, Kelvin e Dupe.

    Dividendi sui titoli di Hong Kong

    Driin, driin! Congratulazioni, hai vinto! È questa, quanto meno, la sensazione che devono aver provato ieri gli investitori della principale società di telecomunicazioni cinese, quando a sorpresa ha annunciato un maxi-dividendo di fine anno (anche se, tecnicamente, sono gli stessi azionisti a finanziarlo, ma non roviniamo loro questo momento). In aumento di quasi il 40% rispetto allo scorso anno, la distribuzione corrisponde a un rendimento da dividendo del 7,5%. Ai lettori che frequentano altri mercati un simile risultato potrebbe sembrare straordinario, ma non è affatto un caso eccezionale per Hong Kong in questo periodo. Infatti, ci sono quasi 100 titoli con una capitalizzazione di mercato superiore a 30 miliardi in dollari locali sul principale listino di Borsa, con rendimenti di oltre il 4%. I settori con il maggior numero di azioni ad alto dividendo sono la finanza, il settore industriale, l’immobiliare e le utility, come mostra il grafico sottostante, anche se i rendimenti di alcune società immobiliari risultano in parte distorti dal crollo dei denominatori. E se sei un investitore locale, i dividendi non sono nemmeno tassati, dunque il dividendo incassato è netto. Ricordati di rispondere al telefono la prossima volta che squilla!

    Spunto di conversazione su...azioni cinesi

    Dividendi sui titoli di Hong Kong

    ESG multi-asset

    I nostri analisti hanno fatto le ore piccole per capire meglio in che modo i punteggi ESG possano influire sulle allocazioni di portafoglio. Si sono concentrati sui rendimenti azionari dei mercati sviluppati degli ultimi 15 anni, data la maggiore disponibilità di dati ESG, e hanno notato una significativa differenza di risultato tra le allocazioni aggiustate sulla base dei punteggi ESG assoluti e quelle aggiustate in base ai punteggi di momentum. Anche limitando le ponderazioni regionali attive a meno del 5%, si è osservata una differenza di mezzo punto percentuale nei rendimenti annuali. Una spiegazione è legata al fatto che, se si basano le allocazioni solo sui punteggi ESG correnti, l’ago della bilancia penderà a favore dei titoli europei rispetto a quelli statunitensi. Se invece le allocazioni vengono adeguate preferendo i mercati con punteggi di momentum più elevati, si osserva un miglioramento della performance senza alterare il rischio di portafoglio, come si può vedere nel grafico sottostante. Data la lungimiranza dei mercati, ciò ha intuitivamente senso. Ai ritmi attuali, gli investimenti incentrati sui criteri ESG arriveranno in qualche anno a rappresentare oltre un terzo degli asset totali del settore. Gli investitori possono beneficiare di un solido approccio all’integrazione dei criteri ESG nei loro portafogli.

    Spunto di conversazione su...multi-asset, portafogli azionari, integrazione criteri ESG

    ESG multi-asset

    Giornata mondiale dell’acqua

    Lo scorso martedì si è celebrata la Giornata mondiale dell’acqua, un’iniziativa delle Nazioni Unite volta ad attirare l’attenzione sulle risorse idriche. Il tema di quest’anno era dedicato alle “acque sotterranee”, che forniscono quasi la metà di tutta l’acqua potabile nel mondo. Secondo le Nazioni Unite, quasi 2 miliardi di persone vivranno in condizioni di scarsità d’acqua entro il 2025. La riduzione delle risorse idriche può avere anche un enorme impatto sui mercati e sulle economie. Come emerge dal grafico sottostante, i processi agricoli e produttivi dipendono abbondantemente dall’acqua. Il 90% della produzione di energia elettrica, ad esempio, è caratterizzato da un intenso consumo idrico. Per gli investitori, ciò significa che la scarsità idrica può trasformarsi in una fonte addizionale di rischio finanziario, soprattutto se gli sforzi compiuti dalle imprese per ridurre l’intensità del consumo di acqua non sono attivamente monitorati e incoraggiati. Ma gli investitori sono anche parte della soluzione. La Banca Mondiale stima che sia necessaria una spesa annua di 114 miliardi di dollari statunitensi in questo decennio per arrivare a garantire a tutti un accesso sicuro all’acqua e ai servizi igienico-sanitari entro il 2030. Stima inoltre che ogni dollaro investito possa rendere 6 volte tanto.

    Spunto di conversazione su... economia circolare, climate tech, infrastrutture, impegno

    Giornata mondiale dell’acqua

    Azioni dei mercati emergenti

    Quando le azioni sono instabili (persino l’indice MSCI World ha oscillato mediamente di oltre l’1,1% al giorno questo mese), molti investitori ritengono che sia meglio detenere azioni dei paesi sviluppati piuttosto che quelle dei paesi emergenti. Questo ha senso oggi? Di sicuro, l’indice di Sharpe (un indicatore che misura il rendimento per unità di rischio) dell’indice MSCI Emerging Market è attualmente inferiore dell’80% rispetto all’omologo statunitense. Non dimentichiamo, tuttavia, che tale indice è stato favorevole ai mercati emergenti per un decennio dopo il 2002, compresa la crisi finanziaria. E, come si può osservare nel grafico sottostante, anche se il premio al rischio delle azioni dei paesi emergenti rispetto alle migliori azioni statunitensi ha subito un’impennata quest’anno, non c’è ritorno alla media. Se ci sarà, i gestori attivi potranno trarne vantaggio (la dispersione della media mobile mensile dei rendimenti dei titoli dell’indice MSCI Emerging Market supera del 3% quella dell’indice MSCI World). Intanto, il rischio di concentrazione negli indici dei mercati emergenti (misurato dall’inverso della somma delle ponderazioni al quadrato) è raddoppiato nell’ultimo decennio poiché le società più grandi sono diventate ancora più grandi. Ragione in più per fidarsi degli analisti e dei gestori di portafoglio che conoscono alla perfezione i titoli detenuti.

    Spunto di conversazione su... azioni emergenti, azioni globali, azioni asiatiche

    Azioni dei mercati emergenti

    Dati macroeconomici cinesi

    Alla luce della notizia che i contagi da Covid hanno superato i 4.000 casi giornalieri per la prima volta dal febbraio 2020, l’abbassamento al 5,5% dell’obiettivo di crescita per il 2022 da parte della Cina due settimane fa appare ora come un cattivo presagio. Il premier Li Keqiang ha dichiarato che il paese dovrà affrontare alcune sfide a livello macroeconomico a causa della “tripla pressione derivante dalla contrazione della domanda, dalle difficoltà nelle forniture e dall’indebolimento delle previsioni”. Inoltre, la recente crescita a doppia cifra delle esportazioni (v. grafico) che ha alimentato la ripresa cinese sarà difficile da mantenere, a causa del venir meno del basso effetto di base. Ma Pechino sta reagendo. Il governo centrale aumenterà la spesa del 4% quest’anno e i trasferimenti di liquidità alle casse bisognose dei governi locali cresceranno di quasi il 20%, pari a circa 1,5 miliardi di yuan. I tagli e i rimborsi fiscali a favore delle imprese dovrebbero apportare altri 2.500 miliardi di yuan con l’obiettivo di sostenere, in particolare, le micro e piccole imprese. Vi sono poi delle misure di sostegno mirate che rientrano nel piano di sviluppo a medio-lungo termine del paese. Tutti i dettagli nella prossima edizione di China Insights.

    Spunto di conversazione su... azioni cinesi, reddito fisso cinese, credito asiatico

    Dati macroeconomici cinesi


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