Macro Insight
Una nuova ondata di IPO nel 2026
Nel 2026, un numero maggiore di aziende dovrebbe debuttare in Borsa, sia attraverso operazioni di dimensioni molto rilevanti sia tramite quotazioni più contenute.
La partecipazione si sta ampliando oltre alle grandi società statunitensi innovative ad altissima capitalizzazione, estendendosi fino ai mercati emergenti, con un coinvolgimento sempre maggiore della Cina.
Le valutazioni delle società che si quotano in Borsa si misurano ormai in trilioni (migliaia di miliardi), e non più in bilioni (miliardi) come negli anni 2000. Le IPO portano sui mercati quotati aziende dinamiche e innovative. Tuttavia, in un clima di entusiasmo generalizzato, gli investitori possono sentirsi attratti dalla portata delle opportunità e, spesso, anche dalla paura di “perdere il treno”.
In questo contesto, alcuni punti d’ingresso possono rivelarsi impegnativi quando le valutazioni appaiono elevate rispetto ai fondamentali. Un approccio selettivo, basato su un’analisi bottom-up (azienda per azienda), insieme a portafogli diversificati, può contribuire a limitare il rischio di posizioni eccessivamente concentrate.
Ripercorriamo le due più recenti ondate di IPO, mettendole in prospettiva rispetto all’attuale contesto. L’ecosistema tecnologico odierno genera profitti nettamente più elevati rispetto agli anni Novanta.
Ma in ogni ciclo di quotazioni, alcune aziende pongono la redditività al centro della propria tesi d’investimento, mentre altre privilegiano soprattutto la crescita.
Inoltre, la bolla del 2000 non era del tutto priva di profitti: si era osservata un’accelerazione della crescita dell’utile per azione (spesso abbreviato in EPS, Earnings Per Share) nel settore tecnologico rispetto al resto del mercato, sostenuta in particolare da operatori delle telecomunicazioni come Nokia ed Ericsson, sulla scia di un forte aumento degli investimenti in apparecchiature e cavi. Tuttavia, questi profitti si sono rivelati ciclici e non sono durati.
Nel nostro articolo ci concentriamo su quattro temi ricorrenti nei cicli di IPO: i profitti, il sentiment di mercato e la formazione di una bolla, lo storico delle IPO e il potenziale ritorno del finanziamento tramite emissione di azioni in un contesto di capex elevato, in particolare legato all’IA.